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La canzone di Achille di Madeline Miller: bel romanzo o successo dovuto al “booktok”?

In questo articolo troverai una recensione  del libro La canzone di Achille, che mi è capitato tra le mani in quanto era stato dato come lettura estiva a mia figlia adolescente che frequentava il liceo classico. L’autrice Madeline Miller sceglie di narrare il mito di Achille attraverso gli occhi di Patroclo, ribaltando la prospettiva tradizionale che siamo abituati a studiare a scuola.
La narrazione si concentra sul legame sentimentale tra i due protagonisti, mettendo in secondo piano la guerra e la strategia militare.

Ti dico subito che la mia opinione è fuori dal coro. Secondo me, La canzone di Achille non è all’altezza della fama che lo circonda sui social media. A mio parere leggere questo romanzo è come guardare una serie Netflix per ragazzi ambientata nell’antica Grecia, ma senza la profondità che ti aspetti da un mito epico. I personaggi sono piatti e spesso si comportano in modi che non hanno senso per l’epoca in cui vivono.

 

Dati tecnici del volume

Il libro è scritto da Madeline Miller, una docente di lettere classiche che ha impiegato dieci anni per finire l’opera. In Italia lo trovi pubblicato da Feltrinelli nella collana “Universale Economica”. Conta circa 380 pagine e lo trovi facilmente in ogni libreria o supermercato.

Ecco i dettagli principali:

  • Titolo originale: The Song of Achilles
  • Anno di uscita: 2011 (2013 in Italia)
  • Genere: Romanzo storico / Fantasy mitologico
  • Pagine: 382 circa

Uno sguardo sulla trama

La canzone di Achille è un romanzo che ha ottenuto un successo commerciale vasto, grazie anche al “Booktok” sui social, arrivando a scalare le classifiche di vendita in molti paesi. La storia ripercorre l’amicizia e l’amore tra Achille, figlio di un re e della dea Teti, e Patroclo, un principe esiliato che cresce alla corte di Peleo. L’opera si propone di dare voce a un personaggio, Patroclo, che nell’Iliade è spesso in ombra rispetto ad Achille.

La vicenda inizia con l’infanzia di Patroclo, un bambino che non possiede le doti fisiche richieste da suo padre. Dopo un incidente mortale che lo porta all’esilio, Patroclo arriva a Ftia, dove incontra il giovane Achille, che è perfetto in tutto ciò che fa. I due crescono insieme sotto la guida del centauro Chirone, sviluppando un legame che supera la semplice amicizia tra commilitoni: diventano amici inseparabili e poi amanti mentre crescono insieme tra addestramenti e boschi isolati.

Quando scoppia la guerra di Troia a causa del rapimento di Elena, Achille è costretto a scegliere tra una vita lunga e anonima o una morte precoce seguita dalla gloria eterna. Patroclo segue il compagno in guerra, cercando di proteggerlo dal destino tragico che gli dei hanno scritto per lui. Il racconto prosegue fino agli eventi culminanti che portano alla fine del conflitto sotto le mura della città.

 

I problemi della narrazione

Il difetto più grande è la caratterizzazione di Achille e Patroclo. Achille è descritto come un personaggio quasi passivo, guidato solo dal suo affetto per il compagno. La sua natura di semidio spietato (cantami o diva del Pelide Achille l’ira funesta) scompare dietro una rappresentazione troppo dolce, che non rende giustizia alla sua figura epica originale. Patroclo, invece, passa tutto il tempo a lodare la bellezza dell’altro senza fare quasi nulla attivamente. Sembrano personaggi usciti da un social network moderno più che guerrieri pronti a morire in battaglia.

Inoltre, la tensione della guerra di Troia è quasi inesistente. I grandi eroi come Agamennone o Odisseo appaiono come macchiette o cattivi da cartone animato. Ecco cosa non funziona secondo me:

  • Ritmo troppo lento nella prima parte del libro.
  • Mancanza di vera epicità nei combattimenti.
  • Dialoghi che suonano troppo “giovani” e poco storici.
  • Eccessiva insistenza sulla bellezza fisica dei personaggi.

Qualche nota positiva

Non tutto è da buttare, sia chiaro, la scrittura è scorrevole e le frasi sono costruite bene, rendendo la lettura molto veloce. Se hai poco tempo e vuoi qualcosa che scivola via senza farti pensare troppo, questo stile è adatto a te. L’autrice è brava a descrivere i paesaggi naturali e le atmosfere dei banchetti antichi.

Alcuni momenti di tenerezza tra i protagonisti sono scritti con una certa delicatezza. Ti accorgi che c’è un lavoro dietro la costruzione del loro legame affettivo, anche se questo occupa tutto lo spazio della narrazione. Se ti piacciono le storie d’amore pure e totalizzanti, potresti trovare questi passaggi piacevoli.

 

I concetti al centro dell’opera

Il tema principale è sicuramente l’amore che vince su ogni cosa, anche sulla morte e sulla profezia. Il libro esplora quanto una persona sia disposta a sacrificare per stare accanto a chi ama. C’è anche una riflessione sulla fama e su cosa significhi lasciare un segno nel mondo dopo che la vita finisce.

Un altro punto importante è il rapporto con i genitori, rappresentato dal conflitto tra Achille e sua madre Teti, una ninfa marina che odia i mortali. Si parla anche di destino e di quanto sia impossibile sfuggire a ciò che gli dei hanno già deciso per noi, un concetto tipico della cultura greca ma qui riletto in chiave sentimentale. Questi concetti sono trattati in modo superficiale, preferendo il dramma amoroso alla riflessione filosofica.

Si parla anche di identità e di cosa significhi essere “figlio di un dio” in un mondo di uomini. Tuttavia, la Miller non approfondisce mai davvero il conflitto interiore di Achille tra la sua natura divina e il suo desiderio di normalità. Tutto rimane in superficie, concentrato solo sulla relazione sentimentale tra i due protagonisti.

 

Per chi è adatto il libro La Canzone di Achille

Ti consiglio questo libro se ami le storie d’amore strappalacrime e non ti interessa molto la precisione storica o il rispetto dei miti originali. Se sei un fan dei romanzi “Young Adult” dove i sentimenti sono sempre estremi e i protagonisti sono bellissimi, allora ti piacerà sicuramente.

Evitalo invece se hai studiato l’Iliade e cerchi una narrazione che rispetti la forza bruta e la complessità morale di quegli eroi. Non è adatto a chi cerca azione, strategie militari o una scrittura cruda. Se preferisci i personaggi con sfumature grigie, qui troverai una divisione troppo decisa tra chi è “buono” e chi è “cattivo”.

 

Il mio giudizio finale

In conclusione, “La canzone di Achille” è un libro sopravvalutato che non riesce a trasmettere la grandezza del mito originale e riduce figure storiche a personaggi da romanzo rosa. È un prodotto commerciale furbo, ben confezionato ma privo di quella sostanza che rende i classici immortali.

Voto: ★ ★ ★ ★☆☆☆☆ ☆☆ (4 su 10)

 

FAQ

Il libro La canzone di Achille è fedele all’Iliade di Omero?

No, l’autrice cambia molti dettagli della trama e soprattutto stravolge il carattere dei personaggi per farli funzionare in una storia d’amore moderna. È più una fan fiction che un adattamento fedele.

È un libro adatto agli adulti?

Anche se è letto da molte persone adulte, il tono e le tematiche sono molto vicine alla letteratura per adolescenti. La profondità psicologica è piuttosto limitata.

Si vede molta violenza nella descrizione della guerra?

Molto poca. La guerra è quasi un rumore di fondo e le scene di battaglia sono descritte in modo rapido e poco dettagliato, preferendo concentrarsi sui sentimenti di Patroclo.

Esistono altri libri simili migliori di questo?

Se cerchi un libro che parli della guerra di Troia più solido e crudo, dal punto di vista di un personaggio secondario, ti consiglio di leggere “Il silenzio delle ragazze” di Pat Barker.

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